Social Network

Get Adobe Flash player

Storia

buongovernoIl quadro politico è caratterizzato da un’ampia maggioranza parlamentare che non riesce a dare seguito alle proprie promesse elettorali (dalla semplificazione delle procedure amministrative al rilancio delle infrastrutture, dalle liberalizzazioni al piano casa, per arrivare al federalismo e alla riforma fiscale) concentrando i propri sforzi su provvedimenti capaci di generare aspri conflitti più che gli auspicati risultatifr zoloft. L’opposizione, peraltro, risulta poco incisiva nel suggerire un’alternativa fondata sul merito delle proposte.
Da un punto di vista economico, la congiuntura negativa incide in particolare sulle famiglie, che già registravano un livello delle retribuzioni tra i più bassi d’Europa, e che sono state costrette a ridurre ulteriormente i loro consumi. La manovra economica appena varata, inoltre, rischia di incidere negativamente sul ciclo economico determinando un ulteriore rallentamento.
Appare, dunque, non rinviabile l’elaborazione di un’agenda politica, sociale ed economica, che superando le quotidiane conflittualità, restituisca speranza al Paese e contribuisca all’incisivo rinnovamento della politica a tutti i livelli.
Epta forum nasce esattamente per dare un contributo su queste due direttrici.
Obiettivo concreto di breve periodo è quello di contribuire ad elaborare un’agenda di priorità, finalizzata ad avviare una nuova fase di sviluppo economico per il Paese, che garantisca oltre alla crescita del Pil anche la crescita dell’occupazione; e, soprattutto, la promozione delle persone come patrimonio più prezioso del sistema economico.
Si tratta quindi di riaffermare il principio della priorità del lavoro nei confronti del capitale nell’ambito dei processi di produzione, poiché il lavoro è sempre una causa efficiente primaria, mentre il capitale che sostiene i mezzi di produzione è semplicemente uno strumento, peraltro frutto del lavoro stesso.
Negli ultimi 20 anni, infatti, si è perso il concetto della funzione sociale del capitale, affermato nella dottrina sociale della Chiesa, e ciò ha prodotto una situazione nella quale una serie di scelte di politica economica e industriale hanno creato le condizioni per l’implementazione di un fenomeno, già esistente, di accumulazione e concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi soggetti e di una ristretta cerchia di famiglie. Ciò ha prodotto, parallelamente, un vistoso fenomeno di impoverimento delle famiglie del ceto medio, in particolare di quelle a reddito fisso e con figli, dovuto ad una stagnazione ventennale dei redditi da lavoro, certificata sia dalle serie storiche dell’Istat sia da Bankitalia, e ad una colpevole speculazione al momento del change over lira-euro che ha generato una fiammata inflattiva tale da erodere vistosamente il potere d’acquisto di salari stipendi e pensioni. Il risultato è una sorta di proletarizzazione del ceto medio, con un conseguente calo dei consumi, della quota di risparmio delle famiglie, un aumento del loro indebitamento e una scarsa mobilità sociale. Ossia, un livellamento verso il basso del Paese, che poco ha a che fare con i nobili obiettivi del Welfare.
È questa la radice della crisi economica italiana, aggravata poi dagli effetti della crisi finanziaria internazionale. Ed è da qui che occorre partire per cercare una chiave di lettura all’insieme di questi avvenimenti e tentare di frenare la pericolosa deriva economica e sociale del Paese.  E se l’analisi è giusta, allora occorre avviare una serie di meccanismi finalizzati alla redistribuzione della ricchezza, anche attraverso la leva fiscale e contrattuale, i trasferimenti diretti alle famiglie con figli ed infine i servizi di welfare, in modo da restituire potere d’acquisto a salari, stipendi, pensioni e capacità di spesa alle famiglie del ceto medio.
Parallelamente, però, occorre ricostruire una relazione di fiducia fra cittadini e ceto politico.
La situazione che si è venuta a creare con l’applicazione dell’attuale legge elettorale (legge Calderoli) che attribuisce ai partiti la facoltà di presentare liste bloccate di candidati, si configura di fatto come un’appropriazione del potere dello Stato ad opera di gruppi dirigenti ristretti che governano i partiti e che determinano la scelta dei candidati che verranno eletti. La conseguenza è che nessun organo istituzionale, né il Parlamento né tanto meno il popolo, possono realmente svolgere un’azione di controllo sulla politica (ad eccezione della Consulta, per quanto riguarda la costituzionalità dei provvedimenti legislativi). I parlamentari, infatti, dipendono nella quasi totalità dei casi, da quei gruppi dirigenti ristretti che ne hanno determinato, e ancora ne determineranno in futuro, l’elezione. Circostanza che configura il sistema politico istituzionale italiano non come una democrazia rappresentativa, ma come un sistema oligarchico basato sulla cooptazione.
La disaffezione dei cittadini nei confronti della politica trova una spiegazione anche in queste considerazioni, e si è concretizzata con una quota di astensionismo elettorale crescente nel tempo e che – alle ultime regionali – ha superato la quota del 30% .
E se le direttrici di intervento sono una nuova agenda e un sostanziale rinnovamento della politica,
Epta forum vuole essere un luogo di elaborazione e di confronto aperto, non confinato nel recinto dell’etica, a disposizione di quanti abbiano idee costruttive e vogliano metterle in circolo per il bene del Paese; e allo stesso tempo strumento di aggregazione di coloro che intendano dare un contributo al rinnovamento della classe politica a tutti i livelli.
Un luogo di confronto di laici cattolici e uomini di buona volontà (non cattolici o non credenti), nel quale possano trovare spazio opzioni che spesso restano senza voce, esente da condizionamenti ideologici di ogni genere. Uno strumento al servizio del bene comune e non di piccole oligarchie di potere.
L’obiettivo ultimo è una società civile e politica, a misura d’uomo. Obiettivo che interpella la responsabilità di ciascuno, personale e collettiva, e richiama alla pratica delle virtù (da qui la scelta del nome epta) come condizione indispensabile per realizzare il bene comune.
Perciò abbiamo scelto di rappresentare il modello di società a cui aspiriamo con l’Allegoria del buono governo, di Ambrogio Lorenzetti (Palazzo Pubblico di Siena), che evoca proprio le virtù necessarie al bene comune (assiso in trono al centro del dipinto).
Perciò noi di Epta scegliamo di metterci in gioco, senza delegare ad altri l’elaborazione di soluzioni utili per il Paese, né l’occupazione degli spazi politici. Nella ferma convinzione che proprio la delimitazione dello spazio politico si realizzi innanzitutto attraverso le idee e le proposte.
Non intendiamo stare alla finestra ma partecipare al confronto. E facciamo appello alle persone libere e responsabili di prendere parte con noi alla costruzione del futuro del Paese.

buongoverno

di Francesco Gagliardi

Il quadro politico è caratterizzato da un’ampia maggioranza parlamentare che non riesce a dare seguito alle proprie promesse elettorali (dalla semplificazione delle procedure amministrative al rilancio delle infrastrutture, dalle liberalizzazioni al piano casa, per arrivare al federalismo e alla riforma fiscale) concentrando i propri sforzi su provvedimenti capaci di generare aspri conflitti più che gli auspicati risultati. L’opposizione, peraltro, risulta poco incisiva nel suggerire un’alternativa fondata sul merito delle proposte.
Da un punto di vista economico, la congiuntura negativa incide in particolare sulle famiglie, che già registravano un livello delle retribuzioni tra i più bassi d’Europa, e che sono state costrette a ridurre ulteriormente i loro consumi. La manovra economica appena varata, inoltre, rischia di incidere negativamente sul ciclo economico determinando un ulteriore rallentamento.
Appare, dunque, non rinviabile l’elaborazione di un’agenda politica, sociale ed economica, che superando le quotidiane conflittualità, restituisca speranza al Paese e contribuisca all’incisivo rinnovamento della politica a tutti i livelli.
Epta forum nasce esattamente per dare un contributo su queste due direttrici.
Obiettivo concreto di breve periodo è quello di contribuire ad elaborare un’agenda di priorità, finalizzata ad avviare una nuova fase di sviluppo economico per il Paese, che garantisca oltre alla crescita del Pil anche la crescita dell’occupazione; e, soprattutto, la promozione delle persone come patrimonio più prezioso del sistema economico.
Si tratta quindi di riaffermare il principio della priorità del lavoro nei confronti del capitale nell’ambito dei processi di produzione, poiché il lavoro è sempre una causa efficiente primaria, mentre il capitale che sostiene i mezzi di produzione è semplicemente uno strumento, peraltro frutto del lavoro stesso.
Negli ultimi 20 anni, infatti, si è perso il concetto della funzione sociale del capitale, affermato nella dottrina sociale della Chiesa, e ciò ha prodotto una situazione nella quale una serie di scelte di politica economica e industriale hanno creato le condizioni per l’implementazione di un fenomeno, già esistente, di accumulazione e concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi soggetti e di una ristretta cerchia di famiglie. Ciò ha prodotto, parallelamente, un vistoso fenomeno di impoverimento delle famiglie del ceto medio, in particolare di quelle a reddito fisso e con figli, dovuto ad una stagnazione ventennale dei redditi da lavoro, certificata sia dalle serie storiche dell’Istat sia da Bankitalia, e ad una colpevole speculazione al momento del change over lira-euro che ha generato una fiammata inflattiva tale da erodere vistosamente il potere d’acquisto di salari stipendi e pensioni. Il risultato è una sorta di proletarizzazione del ceto medio, con un conseguente calo dei consumi, della quota di risparmio delle famiglie, un aumento del loro indebitamento e una scarsa mobilità sociale. Ossia, un livellamento verso il basso del Paese, che poco ha a che fare con i nobili obiettivi del Welfare.
È questa la radice della crisi economica italiana, aggravata poi dagli effetti della crisi finanziaria internazionale. Ed è da qui che occorre partire per cercare una chiave di lettura all’insieme di questi avvenimenti e tentare di frenare la pericolosa deriva economica e sociale del Paese.  E se l’analisi è giusta, allora occorre avviare una serie di meccanismi finalizzati alla redistribuzione della ricchezza, anche attraverso la leva fiscale e contrattuale, i trasferimenti diretti alle famiglie con figli ed infine i servizi di welfare, in modo da restituire potere d’acquisto a salari, stipendi, pensioni e capacità di spesa alle famiglie del ceto medio.
Parallelamente, però, occorre ricostruire una relazione di fiducia fra cittadini e ceto politico.
La situazione che si è venuta a creare con l’applicazione dell’attuale legge elettorale (legge Calderoli) che attribuisce ai partiti la facoltà di presentare liste bloccate di candidati, si configura di fatto come un’appropriazione del potere dello Stato ad opera di gruppi dirigenti ristretti che governano i partiti e che determinano la scelta dei candidati che verranno eletti. La conseguenza è che nessun organo istituzionale, né il Parlamento né tanto meno il popolo, possono realmente svolgere un’azione di controllo sulla politica (ad eccezione della Consulta, per quanto riguarda la costituzionalità dei provvedimenti legislativi). I parlamentari, infatti, dipendono nella quasi totalità dei casi, da quei gruppi dirigenti ristretti che ne hanno determinato, e ancora ne determineranno in futuro, l’elezione. Circostanza che configura il sistema politico istituzionale italiano non come una democrazia rappresentativa, ma come un sistema oligarchico basato sulla cooptazione.
La disaffezione dei cittadini nei confronti della politica trova una spiegazione anche in queste considerazioni, e si è concretizzata con una quota di astensionismo elettorale crescente nel tempo e che – alle ultime regionali – ha superato la quota del 30% .
E se le direttrici di intervento sono una nuova agenda e un sostanziale rinnovamento della politica,
Epta forum vuole essere un luogo di elaborazione e di confronto aperto, non confinato nel recinto dell’etica, a disposizione di quanti abbiano idee costruttive e vogliano metterle in circolo per il bene del Paese; e allo stesso tempo strumento di aggregazione di coloro che intendano dare un contributo al rinnovamento della classe politica a tutti i livelli.
Un luogo di confronto di laici cattolici e uomini di buona volontà (non cattolici o non credenti), nel quale possano trovare spazio opzioni che spesso restano senza voce, esente da condizionamenti ideologici di ogni genere. Uno strumento al servizio del bene comune e non di piccole oligarchie di potere.
L’obiettivo ultimo è una società civile e politica, a misura d’uomo. Obiettivo che interpella la responsabilità di ciascuno, personale e collettiva, e richiama alla pratica delle virtù (da qui la scelta del nome epta) come condizione indispensabile per realizzare il bene comune.
Perciò abbiamo scelto di rappresentare il modello di società a cui aspiriamo con l’Allegoria del buono governo, di Ambrogio Lorenzetti (Palazzo Pubblico di Siena), che evoca proprio le virtù necessarie al bene comune (assiso in trono al centro del dipinto).
Perciò noi di Epta scegliamo di metterci in gioco, senza delegare ad altri l’elaborazione di soluzioni utili per il Paese, né l’occupazione degli spazi politici. Nella ferma convinzione che proprio la delimitazione dello spazio politico si realizzi innanzitutto attraverso le idee e le proposte.
Non intendiamo stare alla finestra ma partecipare al confronto. E facciamo appello alle persone libere e responsabili di prendere parte con noi alla costruzione del futuro del Paese.