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Grillo in preda alla sindrome di Saddam contro i giornalisti

Evidentemente a corto di idee e di trovate, Beppe Grillo cerca di imporre a
Giorgio Napolitano le elezionii anticipate (nientemeno) agitando lo spettro dei
fucili in piazza. Poi incontra i giornalisti (pare avesse intenzione di fare
una conferenza stampa direttamente dentro il Quirinale, ma gli avrebbero
spiegato che quella per il momento non e’ ancora casa sua) e parla delle ore,
come Fidel Castro e Hugo Chavez. O Saddam Hussein. Non stupisce allora che alla
fine tiri fuori la madre di tutte le chiacchiere da bar, l’intemerata contro i
cronisti servi del potere. E’ solo l’ultimo caso di una serie di insulti e
minacce. Ci aspetteremmo una reazione forte dai vertici nazionali dell’Ordine,
ma finora questa reazione o non c’è stata, o è stata assai deboluccia (gli
archivi dicono: un solo caso lo scorso marzo). In attesa di sussulti di
dignita’ ci permettiamo di ricordare a Grillo Giuseppe da San Fruttuoso la
centralità della libera stampa in un libero Stato. Ed un libero Stato la stampa
sa mantenerla libera, anche a costo di rimetterci qualcosa. Porti rispetto,
poi, a chi fa il suo mestiere con coscienza anche a costo di uno stipendio da
fame. E’ questione sindacale, casomai, non certo da affrontare con la
faciloneria dell’intrattenitore da ombrellone.
Il bilancio per qualcuno non e’ tutto. Per altri invece si’. Come
quell’assassore ormai dimissionario che in quel di Parma – lui sì che sa come
si vive – ha detto addio al sindaco Pizzarotti perchè 2.200 euro al mese non
gli bastano. Lui preferisce i milioni della sua attività professionale, e ne ha
tutto il diritto. Solo che il Grillo di lotta predica cose che i grillini di
governo, evidentemente, non razzolano per nulla. E il Fondatore sta tristemente
passando dalla sindrome di Stendhal a quella di Saddam.

di

4 Responses to Grillo in preda alla sindrome di Saddam contro i giornalisti

  1. Paolo

    10 luglio 2013 at 21:03

    I silenzi sono molti. Ordine, FNSI, Usigrai, per dirne solo alcuni. Ma la stampa ha le sue colpe gravi, e con Grillo (e non solo) ha spesso gettato alle ortiche la propria dignità. Penso con grande pena alla scena dell’orda di giornalisti e telecamere che correvano su una spiaggia dietro ad un guitto travestito da batman. E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Si è arrivati addirittura ad inseguire Crimi…

  2. Angelo

    11 luglio 2013 at 14:49

    Sono d’accordo con Nicola Graziani. Degli insulti di Grillo ai giornalisti (dei quali faccio parte) non se ne puo’ piu’.
    Giusto il richiamo agli organi di categoria, ma vorrei vedere piu’ coscienza professionale dei singoli giornalisti che dovrebbero smettera di ridere alle (stupide e folli) provocazioni di Grillo e reagire: se non alzando una voce di protesta, lasciando il Grillo parlante da solo, non facendogli da amplificatore.

  3. Carlo B.

    12 luglio 2013 at 09:43

    L’articolo e’ molto efficace e coglie nel segno il nucleo del ‘problema Grillo’. Soprattutto e’ condivisibile il fatto che Grillo parla e si muove fuori dallo Stato e dalle istituzioni, un ambito pericoloso e grave anche per il linguaggio e i toni utilizzati che i mezzi di comunicazione devono saper gestire con maggior responsabilità.

  4. Luigi Bottazzi

    18 luglio 2013 at 18:01

    Grazie Nicola di questo puntuale e pungente contributo, sono d’accordo in pieno con Carlo B., purtroppo l’uso dei media,di chi ne ha la risponsabilità, chi li finanzia, chi ci lavora, non sempre rispecchia un etica professionale equilibrata ma la pancia volgare e bugiarda del sensazionalismo, con Grillo siamo giunti ad una fase troppo acuta, ci sarà prima o poi uno sballo di questa informazione drogata, però tutti purtroppo ne subiremo le rovine……
    gigi

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